Apnea notturna

3 luglio 2010 - pubblicato da chiarapannullo in apnee notturne

russare

 

Si è creduto a lungo che il russare – e ancora è considerato troppo spesso in questo modo – sia solo un ‘fastidio’ e quasi inevitabile, invece potrebbe essere purtroppo il campanello d’allarme per una vera e propria patologia.

E’ l’apnea notturna, che in Italia si stima colpisca quasi 2 milioni di italiani, ma che viene riconosciuta solo nel 5% dei casi. Di questo problema si è parlato a Fiuggi, nel corso di un simposio sulla ‘Sindrome delle apnee ostruttive del Sonno’.

E si classificano in apnee di tipo ostruttivo (viene ostacolato il passaggio dell’aria attraverso la gola nonostante la presenza dei comandi nervosi e dell’attività dei muscoli respiratori), in apnee tipo centrale (dovute alla mancanza del comando che dal centro nervoso viene inviato ai muscoli respiratori, per cui l’aria non viene respirata nel torace) e in apnee tipo misto (quando cioè si combinano i fenomeni dell’apnea ostruttiva e di quella centrale). La sindrome delle apnee nel sonno è da sorvegliare poiché presenta delle ripercussioni negative sugli organi che maggiormente necessitano di ossigeno: cuore e sistema nervoso.

Per Francesco Peverini, organizzatore del convegno si tratta di ”Una alterazione congenita o acquisita di un piccolo ma importante tratto delle vie respiratorie che può condurre, durante il Sonno notturno, a periodiche interruzioni del respiro, le apnee notturne, questo fenomeno può ripetersi molte volte, fino a centinaia di episodi per ora di sonno”.

Oltre al russare l’altro sintomo prevalente di questa patologia, che può portare a gravi problemi cardiovascolari, e’ la comparsa della sonnolenza diurna, che si rivela letale se ad esempio si e’ alla guida di autoveicoli.

Tuttavia, hanno affermato gli esperti riuniti nel simposio, dove sono state presentate anche le nuove linee guida per la Roncochirurgia preparate da Claudio Vicini, consulente di Roncochirurgia della Clinica Neurologica di Bologna, sono pochissimi quelli che si rivolgono agli specialisti, appunto solo il 5% di tutti quelli che dovrebbero farlo: ”Chi si accorge di avere questi sintomi dovrebbe fare una polisonnografia, che e’ l’esame principale in grado di rivelare l’apnea notturna - continua Peverini – la cura e’ multidisciplinare, fino ad arrivare all’intervento chirurgico. Particolarmente a rischio sono i soggetti obesi, perché le due condizioni si influenzano a vicenda”.

Chiara Pannullo

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