La crisi? La bellezza ne è immune!
La bellezza è inarrestabile e non c’è crisi economica che “tenga” e che trattenga il bisogno d’essere piacevoli allo sguardo.
I consumi di cosmetici infatti si confermano “anticiclici”, mostrando una resistenza alle congiunture economiche negative e restando praticamente stabili nel 2009.
A monitorare e rivelare questo fenomeno è il rapporto annuale del settore, presentato oggi a Milano in occasione dell’assemblea di Unipro, l’associazione italiana delle imprese cosmetiche.
I dati del 2009 hanno constatano una lieve crescita (+0,3%) dei consumi di cosmetici che hanno superato i 9,1 miliardi di euro e “dovrebbero vedere nel 2010 un’ulteriore ripresa spinti dalle innovazioni di prodotto e di canale offerte dalle imprese“, assicurano gli esperti Unipro.
Per quanto riguarda l’andamento del settore, a porte chiuse s’è decisa e l’approvazione che l’adeguamento dello Statuto e il rinnovo della Giunta, riunione alla quale è stato presente anche Luigi Abete, past president di Confindustria, intervenendo sul futuro del sistema confindustriale. “In un settore come quello dell’industria cosmetica italiana – sostiene il maggior manager di Unipro, Fabio Franchina, neo eletto presidente Colipa (l’associazione europea dell’industria cosmetica) - il cammino congiunto tra industria e consumatori è elemento di forte caratterizzazione“.
Il report redatto dal Centro studi e cultura d’impresa segnala “un approccio anticiclico dei consumatori che continuano a considerare il cosmetico un bene insostituibile nella quotidianità dei comportamenti d’acquisto. L’anticiclicità del settore cosmetico è confermata anche dal valore degli investimenti in comunicazione che, con un valore di oltre 525 milioni di euro, il 33% di tutto il macro settore largo consumo, segue una contrazione meno pesante del totale del commercio nazionale“.
Chiara Pannullo


















































