Lezioni di ginnastica in carcere per prevenire il fenomeno dei suicidi in cella

Lezioni di ginnastica in carcere per prevenire il fenomeno dei suicidi in cella che, dopo l’ultimo caso a Salerno, ha già fatto 29 vittime dell’inizio dell’anno. E’ la proposta del carcere di Fossombrone (Pesaro-Urbino), che punta sulla prevenzione, con spazi per l’attività fisica negli istituti di pena “efficaci nella prevenzione delle malattie a livello fisico e mentale, come per l’ansia”, come ha dimostrato l’esperienza realizzata nel carcere marchigiano.
Il messaggio che arriva dall’incontro ‘Lo sport per il sociale’, organizzato dalla Facoltà di Scienze motorie dell’università di Urbino con il patrocinio del Comune, dell’ambito territoriale sociale n. 7 e del Comitato nazionale italiano fair play, in programma mercoledì nella chiesa di San Filippo (ore 17) a Fossombrone (Pesaro Urbino).
Al centro del convegno la presentazione del libro ‘”L’attività motoria nelle carceri italiane e l’esperienza di Fossombrone”, scritto da Ario Federici, professore dell’università feltresca, e Daniela Testa, insegnante di scienze motorie, che illustra i risultati del ‘Progetto Carcere’, l’iniziativa avviata nell’istituto di pena di Fossombrone, il primo di questo genere in Italia, dove sono stati analizzati gli effetti sui reclusi dell’attività motoria. A parlarne ci saranno gli stessi detenuti, assieme agli autori, a grandi nomi dello sport, dagli ex nazionali di basket Ario Costa e Mabel Bocchi, a Giancarlo Sorbini, presidente della Scavolini Robur Volley campione d’Italia 2010, ed altri esperti.


















































