Pasqua: studio, passarla in famiglia aiuta a combattere ansia e stress

4 aprile 2010 - pubblicato da Rossella Colapietra in Psicologia, Relax

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Secondo 7 esperti su 10, è questo il miglior rimedio per combattere ansia e stress e per riprendersi dal peso di un inverno che non sembra finire mai. E’ quanto emerge da uno studio dell’osservatorio-laboratorio Mauri Lab, condotto su 110 tra psicologi, sociologi e nutrizionisti, che hanno indagato sul ruolo che assume la famiglia per trovare il benessere psicofisico.
Una sorta di ‘Pasqua-terapia’ che dovrebbero riscoprire in molti (48%, stimano gli specialisti), ma che è fondamentale per per quei milioni di single o per chi studia o lavora lontano da casa (37%). No quindi a viaggi o anche alle classiche gite fuori porta (sostenuti solo dal 12%): meglio riscoprire i legami famigliari. Ma l’elemento cardine perché il ‘trattamento’ sortisca i suoi effetti benefici non è tanto la compagnia dei propri cari (comunque importante per il 77%), quanto il vivere assieme a loro delle esperienze che creino intimità e complicità, come il cucinare (85%).
Per il 61% degli esperti, solo una parte di chi ha scelto di partire per Pasqua otterrà un effetto relax: per gli altri ansia e stress al ritorno saranno ancora maggiori che all’andata. E a sorpresa a ottenere maggiori benefici non saranno quelli che avranno scelto le mete più esotiche e le vacanze più particolari, bensì (dice il 67% del campione di esperti) quelli che la Pasqua l’avranno comunque trascorsa insieme a tutta la famiglia.
I motivi sono molteplici e perlopiù legati agli stili di vita che ormai si conducono in buona parte della Penisola, dove a dominare sono sempre più la solitudine (come evidenzia il 71%), l’allontanamento (56%) e la superficialità nei rapporti (43%). Si aggiunge poi il venir meno della rete di protezione sociale che era la famiglia allargata (48%), con il risultato di una costante insicurezza (56%) e mancanza di ‘coccole’ (51%) che secondo gli intervistati è sempre piu’ diffusa e radicata.
Non basta però fare in famiglia ciò che si fa tutti i giorni. Perché la Pasqua-terapia funzioni bisogna fare cose insieme, vivere insieme esperienze che, come il cucinare, creino coesione (68%), sviluppino empatia (62%) e complicità (55%). Non solo: le attività da condividere devono stimolare la creatività (53%) e aiutare il dialogo e l’incontro tra generazioni diverse (48%). Tutte cose che accadono quando ci si ritrova tutti insieme a cucinare, magari attraverso le ricette della tradizione (40%), così da rivivere emozioni e sensazioni legate all’infanzia (37%).
Oltre alla riscoperta dell’infanzia attraverso il gioco (74%) e dei piaceri più semplici che nel quotidiano molti si sono dimenticati o trascurano, come sostiene il 66%, il cucinare insieme porta a compiere gesti che uniscono generazioni diverse tra loro, dai nonni ai nipoti, che in altri ambiti hanno sempre meno punti di incontro (59%). Il cucinare insieme, poi, fa sentire ciascuno come parte di una squadra, così come, secondo il 43%, la stessa evocazione di profumi e sapori di un tempo sono in grado di regalare relax e piacere, stimolando una sorta di effetto ‘cocooning’.

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